"Le prime luci dell’alba svelarono un uomo dal volto sereno, vestito di
cielo vespertino, genuflesso, lo sguardo volto verso l’infinito, ..."

STORIA      Note bibliografiche essenziali



Abate CUSMANO - Il Teologo

Sulla storia di San Nicolò Politi si hanno delle notizie certe grazie ai monaci del monastero di Santa Maria del Rogato, la Badìa, luogo centrale della vita terrena e della formazione spirituale del Santo eremita.

In particolare il merito più grande spetta al padre spirituale e confessore del Santo eremita, l'abate della Badia, don Cusmano, conosciuto come il Teologo.

Quest'ultimo, con un magnifico inno (di cui purtroppo ci è giunto solo qualche frammento), è stato il primo a narrare la vita di San Nicolò Politi.


OTTAVIO GAETANI (CAETANI, CAIETANI)

L'inno composto da padre Cusmano è riportato nel racconto della vita di San Nicolò Politi presente nel testo agiografico fondamentale:
"VITAE SANCTORUM SICULORUM"
scritto dal dotto padre gesuita di Siracusa Ottavio Gaetani dei Marchesi di Sortino (1566- 1620) ed edito nel 1657.

Il Gaetani afferma che il racconto da egli riportato sulla vita del Santo anacoreta è la traduzione in latino di un documento scritto da un monaco testimone dei fatti che riferisce (verosimilmente lo stesso Cusmano).[1]


M.R.P.M. FILIPPO SALERNO

"Vittoria Triplicata di S. Nicolò Eremita"
Predica  del M.R.P.M. Filippo Salerno
Min. Conu. Teologo già della Maestà Cesarea
Primario nell'Università di Vienna
Fatta nella città di Alcara il giorno della Festa di detto Santo Patrono à 3 di Maggio 1646
(Stampata) in Palermo, Per Alfonso dell'Isola
M.DC.XLVI
IMPR. Salernus Vic.gle.
IMPR. DE DENTE P.


PLACIDO MERLINO (cit. autori successivi)

Altro documento prezioso è il poema in ottava rima "Lu Niculau Eremita" dell'autore Placido Merlino, pastore di Alcara li Fusi, edito nel 1652, cui vari autori successivi hanno fatto riferimento, in particolare per le vicende che nel Gaetani non sono esposte, come l'incontro di Nicolò con S. Lorenzo da Frazzanò, appartenenti a pie tradizioni oppure a fatti sconosciuti al Gaetani o volutamente non riportati, in quanto ritenuti poco supportati dalle sue fonti documentali.


SAC. SURDI ANTONINO

(....)


-  Amico Vito. Lexion topographicum. Catania 1760, tradotto nel 1858 da Gioacchino di Marzo.

-  Cluverio Filippo. Sicilia Antiqua. Palermo 1619

-  Gioacchino di Marzo. Note al Dizionario topografico della Sicilia di V. Amico. (PA) 1856 vol. II

-  Fazello Tommaso. De rebus Sicilis decades duae. Palermo1558

-  Gaetani Ottavio. Via Sanctorum Siculorum. vol. II, Palermo1617         

-  Mongitore Antonino. Biblioteca sicula. Palermo 1707

-  Petronio Russo salvatore. Della vita e del culto di S.Nicolò politi. Storia critica, scritta e documentata. vol. I, II, III. Messina 1881

-  Scaduto Mario. Il monachesimo della Sicilia medievale. Roma 1947

-  Surdi Antonino. Vita di S.Nicolò eremita. Palermo 1709





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[1] - Cfr. M. STELLADORO, Contributo allo studio delle Vitae Sanctorum Siculorum di Ottavio Gaetani: inventario delle carte preparatorie, in G. LUONGO (a cura di), Erudizione e devozione, Roma, Viella 2004, pp. 221-312;  EAD.,  Le “Vitae Sanctorum Siculorum” di Ottavio Gaetani: i manoscritti conservati a Palermo e a Roma, Roma 2006 [Supplemento a Studi sull’Oriente Cristiano 10/1].
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